Innovazione nell’imaging CRF: upgrade RMN e nuovo OCT

Nuovi investimenti tecnologici al Centro di Radiologia e Fisioterapia di Gorle: risonanza magnetica con AI e sistema OCT Dream per diagnosi più rapide, accurate e non invasive.

L’intelligenza artificiale al servizio della diagnostica 

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo in modo concreto la diagnostica per immagini, migliorando la qualità degli esami e riducendo i tempi. In questa direzione si inseriscono i più recenti investimenti tecnologici del Centro di Radiologia e Fisioterapia di Gorle, con l’aggiornamento della risonanza magnetica e l’introduzione del nuovo sistema OCT Dream per la diagnostica oculare.

Upgrade risonanza magnetica con intelligenza artificiale

«Negli anni abbiamo investito costantemente in macchinari di ultima generazione per garantire diagnosi sempre più rapide e accurate», spiega la dottoressa Marianna Franzini, direttore amministrativo del Centro. «A febbraio 2026 abbiamo effettuato un upgrade sulla seconda risonanza magnetica, integrando la più recente evoluzione tecnologica basata su intelligenza artificiale, la cosiddetta Dual AI».

Questa innovazione consente un salto di qualità significativo: l’algoritmo è in grado di riconoscere le strutture anatomiche e ricostruire le immagini con una precisione fino all’80% superiore rispetto ai sistemi tradizionali. Allo stesso tempo, riduce il rumore durante la scansione, migliorando il comfort del paziente. Si tratta della prima installazione di questa tecnologia in provincia di Bergamo.

Diagnostica oculare: arriva l’OCT Dream

L’intelligenza artificiale trova applicazione anche nella diagnostica oculistica. Il Centro ha infatti introdotto il nuovo sistema OCT Dream, una tecnologia avanzata e non invasiva per lo studio approfondito dell’occhio umano. Anche in questo caso, la struttura Gorle si distingue come pioniera: è la prima installazione a Bergamo e provincia e la quinta in Italia.

«Si tratta di un OCT Swept Source con elevata velocità di acquisizione e capacità di analisi anche in presenza di opacità come cataratta o problematiche corneali», sottolinea la dottoressa Paola Salvetti, responsabile del Polo Oculistico attivo dal 2018.

«Nello specifico lo strumento consente una ricostruzione accurata sia del segmento anteriore dell’occhio – cornea, iride con angolo iridocorneale, cristallino – sia del segmento posteriore – vitreo e retina. La peculiarità dello strumento è la possibilità di ottenere immagini a grande campo di acquisizione, Ultra-Wide-Field, permettendo la visualizzazione di lesioni anche periferiche che sinora erano di difficile documentazione.

È possibile una ricostruzione tridimensionale dell’intera vascolarizzazione, sia iridea sia retinica, con un’ampiezza fino a 200°, rispetto ai circa 30° della tecnologia tradizionale, cosa che è particolarmente utile nelle patologie vascolari retiniche quali occlusioni vascolari e diabete, guidando la pianificazione di trattamenti laser più mirati».

Diagnosi più precise e meno invasive

«L’esame non richiede l’utilizzo del mezzo di contrasto, a differenza delle angiografie tradizionali ed è dunque non invasivo e adatto anche a pazienti con allergie o con problemi metabolici che controindichino l’iniezione di mezzo di contrasto», prosegue la specialista.

«L’elevata accuratezza delle immagini consente inoltre di documentare lesioni corneali e cataratte, aiutando nella corretta attribuzione dei cali visivi.

Questa tecnologia è particolarmente utile anche nell’analisi delle lesioni pigmentate del fondo oculare, permettendo di differenziare tra nevi ed eventuali lesioni maligne che richiedano ulteriori approfondimenti».

Un percorso diagnostico sempre più personalizzato

L’introduzione di queste tecnologie rappresenta un ulteriore passo verso una diagnostica integrata e di ultima generazione. Il Centro di Gorle rafforza così un approccio orientato alla personalizzazione del percorso clinico, indirizzando ogni paziente verso la soluzione tecnologica più adatta.

Un modello che unisce innovazione, precisione e attenzione alla persona, confermando il ruolo centrale dell’intelligenza artificiale nel futuro della medicina diagnostica.

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